Poesie

Angoscia

Solitudine:
mi guardi
e ti confondi
nell’oblungo silenzio
dove i ricordi salgono
come scure nuvolette
l’una dopo l’altra
per lo scosceso sentiero
del passato.
E vanno le ore
del contemplo
verso l’origine del fiume
verso la fonte
dove lo zampillo
riempie lo sgorgo
e da questo, trasale,
l’effetto del continuo.
Così andiamo silenziosi
tra una selva e l’altra
di gente sconosciuta.
Qualcuno, con occhi di vetro
ci guarda clandestinamente,
come se io fossi un cane
e tu, la mia persona.

Calabritto, 04-10-1996

Dov’è la tua croce?
Mostrami la via
del tuo calvario.
Precocità del tempo
che dilania il mio costato
la mia arsura di vita
e un monte
dove sale la tua croce
con la mia.
Miscredente ladro di perle
cosparso di linfa
dei miei sogni.
Mostrami la tua croce
capitano di vuoti senza fondo
perchè io possa dire del tuo peccato il male sul disco del tempo
che indice il mio silenzio.

Prediluvio

Mi educherò a suonar la cetra:
Voglio cantare un inno tutto mio!
Un inno che sta sulla pietra scritto.
Là dove i sogni germogliano
alla fonte della vita.

Dubbio

La morte:
Esistenza dell’inesistenza
forse
il continuo

Ad una rosa nera

….rosa nera
dalla notte vestita:
c’è tormento nell’animo
ed un pianto nel cuore.

Ida
Ascolta
Ascolta mia cara
il vento.
Brusio nell’animo
angoscia, agonia, silenzio.
Non senti?
E pure mi dici
di sentir la nenia
salpar dai bastioni
della città che sale
con le ciminiere in festa
delle fabbriche in moto
e il buon giorno
sfarfagliando mi dai
con quell’accento
che sa pronunciarsi
chi non ha mai sentito
pronunciar parole.
Ascolta. Lo senti?
Non senti!
Il vento che parla
e piange.

 “La Ginestra”

C’è ancora Maggio
nel Giugno che si addensa.
Il lungo sospirar della lavanda
e lo scoppiar dei gialli
della ginestra selvaggia
che pur essa, ama,
profumar la steppaia:
e la pastura ancor fresca di rugiada
la lupinella, l’avena!
-Mio Dio! Quanto è bello
andar per la mia valle in questo mese che sa
ancor di primavera-.
Intanto che il frumento
al sole s’indora
il papavero s’infiamma
tra il grano e la pratora.
Ride la vacca
contenta del tenuo mondo,
la coccinella passa
poi silenziosa
apre il suo volo.
Vola.